Barriere architettoniche? Ve le spieghiamo noi

Chiunque ti ascolti non lo sapeva. Non lo sapeva davvero. Eppure la legge non ammette l’ignoranza. In certe occasioni però sembra che sia un altro discorso.

Allora persone armate di santa pazienza spiegano, rispiegano a chi non sa o fa finta di non sapere. Alcuni tengono senza ombra di dubbio lezioni magistrali sui propri diritti, si sono preparati bene, hanno studiato leggendo sulla propria pelle cosa è necessario fare e sapere e costantemente lo ribadiscono a chi rappresenta le istituzioni.

Eppure gli amministratori continuano a non sapere, ogni volta è così. Ecco, allora, che le associazioni delle persone disabili riprendono le fila delle loro rimostranze e ripartono a ogni cambio di giunta, a ogni girata di luna politica. Per questo, proprio mentre hanno appena asciugato il sudore della fatica precedente, invitano alle loro riunioni le autorità governative. Per essere ancora ascoltati, capiti, per ottenere ciò che gli è dovuto di diritto.

Lo hanno fatto nei giorni scorsi nei saloni della Provincia e le barriere architettoniche è stato l’ argomento prioritario su cui discutere. Hanno scelto di coinvolgere l’ente perché la Provincia rappresenta un territorio vastissimo ed era insita la speranza di coinvolgere più realtà. Certo però sulle barriere architettoniche i quarantenni di oggi già ne parlavano nei loro primi temini delle scuole elementari, seguendo le tracce di brave maestre sensibili.

Da allora, dalle prime battaglie sociali conosciamo gli ostacoli che incontra una persona che si muove con una sedia a rotelle, un’altra che non vede, che non sente, che non parla. E abbiamo imparato che ci sono le barriere mentali e bla bla bla. Lo sappiamo dalla nostra formazione primaria, ma chi governa ha bisogno di farselo ridire. Ovviamente tra chi spiega e controspiega c’è anche chi ne ha piene le scatole e che comunque ancora partecipa e anche attivamente, c’è chi chiede sanzioni, che paghi chi non è adempiente alle norme.

Ma è pur tristemente vero, che le famiglie dei disabili dovrebbero far impiantare una causa in tribunale al giorno. Intanto dalla Provincia assicurano che verrà aperto un Osservatorio sulla condizione delle persone con disabilità in conformità all’ obbligo previsto dalla Convenzione della Nazioni Unite allo scopo di promuovere la piena integrazione delle persone con disabilità. È un passo, ma visto il problema preistorico è ancora minimo. Le associazioni dei disabili, comunque, così com’è per propria indole, non si fermeranno di certo e continueranno a lottare proprio per contrastare il problema fondamentale – l’ignoranza – organizzeranno altri tre incontri formativi sulla educazione scolastica, sulle barriere comunicative e sulle pratiche inclusive.

Laura De Franco

Autore dell'articolo: admin

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